Solo una notte

Marcus si prese alcuni istanti per riflettere.

Ricordava di aver sentito parlare di lei, una donna bellissima e irreprensibile, devota al marito, così diversa dalle sue solite conquiste. Come sarebbe stato averla? Era chiaro che l'avrebbe avuta, non aveva avuto nessun dubbio sull'accettare o meno la sua proposta. Decise di metterla alla prova.

"Voi sapete che io sarò all'altezza del compito, ma personalmente nutro dei dubbi verso di voi. Vorrei una dimostrazione della vostra... mmh... buona fede." Lei inarcò le sopracciglia. "Quale dimostrazione?" Lui sorrise.

"Datemi un assaggio di quello che avrò", rivelando mentre parlava il suo corpo nudo, in cui svettava la sua potente erezione.

Un assaggio.

Sì, lo poteva fare.

Lei fece per chinarsi, ma lui la fermò: "Desidero ammirarvi come voi state facendo con me." La sua voce era roca, sensuale.

Lucinda si tolse piano gli indumenti, godendo dello sguardo di lui. Le sue mani sfiorarono la pelle tesa del suo addome muscoloso, la peluria scura che virava verso l'inguine, per poi posarsi sul pene eretto che scattò al suo tocco. Lei sussultò, lui la guardò stupito ma non disse nulla.

La lasciò esplorare, accarezzare, guardare, poi la vide chinarsi con anticipazione. Le sue labbra avvolsero il glande, la lingua lo lambì più volte, per poi succhiare avidamente. Marcus gemette. "Non credo di poter aspettare stanotte, mia cara", disse mentre le prendeva le spalle e la trascinava verso l'alto.

Le baciò la fronte, gli zigomi, il naso, la bocca. Sentì il proprio sapore mischiato a quello di lei, mentre le sue dita andavano verso il centro della sua femminilità.

La trovò pronta, godendo dei suoi singhiozzi e movimenti mentre le stimolava il clitoride. "Sei così bagnata, nemmeno tu puoi aspettare", e dicendolo lesse la supplica negli occhi di lei.

"Dimmi che lo vuoi, chiedimi di mettertelo dentro." Lei faticava a respirare, parlare le sembrava impossibile, ma quella tortura rischiava di ucciderla. "Lo voglio. Ti voglio dentro di me. Ti prego!"

Lui non perse altro tempo. La voltò e la penetrò da dietro, con un unico potente affondo.

La sentì gridare e si accorse di un'anomalia sconcertante. Non poteva fermarsi a quel punto però, non più, così proseguì con spinte e carezze sul suo punto sensibile, conducendola a un orgasmo dopo l'altro, finché anche lui trovò appagamento.

Quando si furono ripresi dall'affanno dell'amplesso, lui si attorcigliò un boccolo di lei attorno a un dito, chiedendo con tono casuale "Per questo nessuno lo dovrà sapere, nemmeno il tuo futuro marito? Perché eri vergine?".

Lei aveva sperato non se ne fosse accorto. "Niente domande, ricordi?" sospirò, "Lui non mi voleva". Marcus vide l'insicurezza dipinta su quel volto magnifico. "Lui forse no, ma io sì". Lei spalancò gli occhi: "Ancora?".

Lui rise di gusto. "Ancora."

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